16 marzo 2017

Il Vaccino contro lo Smartphone


Che differenza c'è tra un vaccino ed uno smartphone?

Il primo è un prodotto della ricerca scientifica.
Il secondo è un prodotto della ricerca scientifica.
Il primo richiede enormi investimenti per essere prodotto.
Il secondo richiede enormi investimenti per essere prodotto.
Il primo è brevettato e collaudato dopo un lungo processo di sperimentazione.
Il secondo è brevettato e collaudato dopo un lungo processo di sperimentazione.
Il primo è prodotto da aziende che fatturano miliardi di dollari.
Il primo è prodotto da aziende che fatturano miliardi di dollari.
Il primo è distribuito a livello mondiale.
Il secondo è distribuito a livello mondiale.

Quindi, aldilà delle differenze su come siano realizzati e per quale funzione siano prodotti, un vaccino ed uno smartphone sono categoricamente indistinguibili: entrambi sono prodotti iper-tecnologici frutto di ricerche scientifiche avanzatissime, ricerche e produzioni che solamente le più grandi aziende possono coprire, sviluppare e realizzare.
Né i vaccini né gli smartphone si possono produrre con metodi tradizionali, con piccole imprese o con ricette “naturali”. E se si pensa che i vaccini sono realizzati “solo per fare soldi”, gli smartphone non li realizzano certo per beneficienza...
Eppure, se un'azienda produce vaccini, da molti viene descritta negativamente, boicottata e demonizzata. Se invece produce smarphone, nessuno fa una piega e spende cifre esorbitanti per acquistarne i prodotti.
Se non fosse che la diffusione della assurda mentalità “anti-vaccinista” ha effetti negativi anche su coloro che non la seguono (come ben dimostra la drammatica risalita dei casi di malattie che fino a qualche anno fa erano state debellate grazie alla diffusione dei vaccini), non scriverei un post come questo rivolto ai fanatici dello smartphone.
Ma questo post parla anche di mentalità scientifica e razionale contrapposta a superstizione irrazionale.
E il boicottaggio dei vaccini, quando diffuso da persone che poi non fanno una piega verso tutti gli altri prodotti delle multinazionali tecnologiche, è chiaramente una forma di superstizione irrazionale.
Che uno sia così idiota da spendere centinaia di euro/dollari/yen/rubli per comprare un rettangolo plastificato che fa fotografie e manda sms (per poi gettarlo nell'immondizia dopo un anno), è un problema suo e non mi tocca particolarmente. Ce ne sono di modi stupidi di spendere denaro, ed ognuno può fare quello che vuole col proprio...
Quello che mi lascia basito è constatare la schizofrenia, il bis-pensiero, l'imbecille contraddizione di chi con una parte del cervello rifiuta i vaccini (e non sa spiegare razionalmente il perché di tale rifiuto) e con l'altra parte del cervello acquista tranquillamente gli smartphone (e non sa spiegare il perché), nonostante che entrambi siano il prodotto di “perfide multinazionali mangia-denaro, guidate cinicamente da occulte cricche di sfruttatori al fine di renderci schiavi”.

17 commenti:

  1. se devo essere sincero dopo l'elenco fra le differenze ho pensato subito "be' uno è prodotto solo per fare un mucchio di soldi, l'altro no" l'altro è il vaccino, che fa fare un mucchio di soldi, ma la cui ragion d'essere non è quella. e se cessasse d'essere economicamente vantaggioso andrebbe ugualmente prodotto per ragioni di salute pubblica.
    sorvolo su "le multinazionali del farmaco che fanno un mucchio di soldi" contrapposte alle medicine "alternative" che invece, guarda un po', fanno fare un mucchio di soldi (una delle più importanti case produttrici di farmaci omeopatici, una specie di multinazionale, si pubblicizza come se fosse una bottega a conduzione familiare...)
    ma ovviamente il mio intervento è pleonastico
    Emiliano

    ps non sono vaccinato! ma mi fecero un esonero per ragioni di salute... sono uno di quelli che beneficia della protezione passiva derivante dai vaccini altrui.

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  2. Un post sensato su un argomento che ormai sta diventando assurdo. Si sta rivendicando il diritto di non curarsi e di non prevenire le malattie, laddove il ragionamento dove le cure invece non sono accessibili si chiedono a gran voce. La cattiveria e l'ignoranza di queste persone raggiungono livelli incredibili, nemmeno si rendono conto del pericolo al quale esporrebbero i nostri figli se le vaccinazioni calassero soprattutto in età scolastica.

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  3. E' la prima volta che faccio un commento personale. Spero sia gradito.
    Parlo come padre che ha dovuto scegliere se fare vaccinare o meno le sue figlie. Le mie figlie sono vaccinate come da parere del nostro pediatra di fiducia.
    Io sono una persona razionale, ma di fronte alla salute delle mie figlie l'anima irrazionale si è risvegliata prorompente e mi diceva: "e se fai fare la vaccinazione e succede qualcosa di grave?".
    So bene che per esempio le possibilità di essere investiti per strada è maggiore del rischio di vaccinazione, ma il mio cuore di padre mi ha accompagnato con angoscia finché non è andato tutto bene.
    Questo commento personale può aiutarvi a capire, se non a giustificare, i genitori che non fanno vaccinare i loro bambini.

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    1. il problema non sono i genitori spaventati, ma la cultura che si è creata intorno alle vaccinazioni che li porta a spaventarsi in maniera irrazionale... come ho detto io non ho fatto nessuna vaccinazione (forse potrei farle oggi, sinceramente non lo so, non mi sono mai informato) e ci sono casi (o c'erano :) ) in cui certe vaccinazioni sono controindicate. del resto nessun trattamento sanitario è a rischio zero...
      e ho conosciuto personalmente una ragazza che aveva contratto lesioni neurologiche gravi e permanenti a seguito di una vaccinazione antivaiolosa effettuata in maniera discutibile (in assenza di risposte le era stata applicata tre volte e alla terza volta produsse un disastro).
      ma è un caso, non una casistica, come uno shock anafilattico sulla poltrona del dentista (succede anche quello e nessuno fa una campagna contro le anestesie) le statistiche dicono che grazie alla vaccinazione il vaiolo e la poliomielite sono lontani ricordi...
      i singoli vaccini vengono introdotti quando i rischi che comportano sono inferiori a quelli delle malattie che devono combattere. poi nessuno di noi apprezza di essere considerato un numero in una statistica :) ma le politiche sanitarie si fanno così
      Emiliano

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    2. Diego,
      una naturale preoccupazione è lecita, così come tutti siamo sempre in ansia quando un nostro caro entra in sala operatoria.
      Ma la situazione attuale è una epidemia di ignoranza trasformata in "diritto a non curarsi" nonostante che in 2 secoli i vaccini abbiano salvato milioni di vite rispetto agli effetti collaterali (che esistono, come in ogni altra cosa, dall'uso dell'auto, dall'inquinamento, dalla cementificazione ecc...).
      Persone senza competenze mediche si sono auto-proclamate esperti in medicina, con gli effetti che stiamo vedendo tutti.
      Io non sono medico, ma so bene la differenza tra persona esperta e competente e persona ignorante. Essere competenti non rende immuni dall'errore, ovvio, ma essere ignoranti non rende portatori di alcuna saggezza. E se devo ascoltare un medico che da decenni lavora in queste cose oppure uno che scrive online senza avere alcuna qualifica in merito, non ho dubbi su chi rivolgerò attenzione e considerazione.

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    3. "Io non sono medico, ma so bene la differenza tra persona esperta e competente e persona ignorante."
      e quale sarebbe?
      Vaccini? Teropodi? Sai la differenza tra una persona istruita e un presuntuoso? Adesso ricordo perchè non leggo piu questo blog.
      Mario

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    4. Mario, nessuno qui sentirà la sua mancanza.

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  4. Parole sagge! E questa storia vale anche contro gli animalisti (o meglio, gli "animalari"), i movimenti vegani, i creazionisti, le femministe estreme, i cospirazionisti, i vari movimenti antiscientisti... Insomma, contro tutte le ipocrisie epidemiche conosciute che rischiano di infettarci con la disinformazione.

    Davide, da Torino.

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  5. Ma da un punto di vista di selezione naturale, l'uso dei vaccini non favorisce la diffusione dei patrimoni genetici di individui mutanti privi delle resistenze ad una malattia ? al di là dell'impossibilità etica di applicare la selezionare le cure tra umani, non si rischia di andare incontro a un progressivo declino della fitness del sistema immunitario, dato che vaccinando tutti non si favoriscono quegli individui dotati di resistenze a determinati patogeni ? A lungo andare l'uso dei vaccini potrebbe favorire la diffusione di gravi patologie del sistema immunitario come diffusi sono oggi i difetti della vista. E quanto successo alla nostra specie per la perdita del pelo ? Avendo i vestiti con cui rimpiazzarlo, alla fine l'abbiamo perduto. Hanno senso secondo te questo tipo di considerazioni ?

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    1. scusa, intendevo scrivere "di applicare la selezione naturale tra umani, anziché le cure,"

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    2. Guarda che semmai è il contrario. La risposta immunitaria causata dal vaccino è del tutto simile a quella causata dalla malattia stessa. Per cui semmai, viene attivato il sistema immunitario in TUTTI gli individui, non solo quelli che si ammalano

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    3. Premessa: non è chiaro se la predita del pelo preceda o segua l'invenzione di indumenti.
      In ogni caso, qualsiasi progresso tecnologico va contro la selezione naturale, quindi il tuo discorso dovrebbe essere sollevato per ogni altro prodotto culturale.
      Se una specie ha un sistema genetico che produce un cervello che produce un prodotto culturale che aumenta la sua sopravvivenza, la selezione naturale la "premierà" comunque.

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    4. Io sono d'accordo che vaccinandosi contro una malattia mortale nel breve si ottenga una soluzione diretta al problema, che permetta oggi di sopravvivere a un'infezione e condurre una vita normale.

      Il punto che volevo sottolineare non è però se si sopravviva o meno coi vaccini e quindi che otteniamo così il premio della selezione, ma è se è accettabile che il loro utilizzo sistematico potrebbe comportare una diffusione a livello generale di versioni indebolite del sistema immunitario. Magari anche di variazioni che oggi non sono ancora comparse, ma che renderebbero impossibile una vita normale, all'aperto, appoggiandosi/respirando/toccando in luoghi pubblici, senza dipendere sistematicamente da prescrizioni. Verrebbe meno un naturale equilibrio coi patogeni che pur essendo crudo e crudele ha il vantaggio di farci vivere in robustezza.

      Il punto diventa quindi: vorremmo davvero vivere così ? Chiusi in casa la maggior parte del tempo, tutta la vita col terrore di contrarre un'infezione anche banale, ma che ci potrebbe uccidere se ci siamo dimenticati in tempo di fare uno tra 50 richiami ?

      Secondo me molta gente non ha nemmeno idea di questo tipo di problematica (e visto l'egoismo diffuso in questi tempi, se ce l'avessero probabilmente la ignorerebbero in ogni caso); basta guardare il commento di Grezzo qui sopra che dimostra come sia difficile per me e sicuramente in generale spiegare bene la questione e rendere chiara questa possibile conseguenza nell'uso dello strumento dell'immunizzazione artificiale - giustamente la spiegazione è il mestiere proprio degli addetti ai lavori e dei divulgatori.

      Vorrei inoltre aggiungere che in natura a volte si verifica il fenomeno di "corsa agli armamenti", che potrebbe comportare un aumento della resistenza ai trattamenti di virus e procarioti (come forse in parte stiamo già vedendo coi cosiddetti superbug) e della loro aggressività; in tale corsa poi noi non ci armeremmo nella nostra biologia intrinseca, ma piuttosto intensificando la nostra dipendenza dai prodotti artificiali del nostro fenotipo esteso che però vorrei ricordare che non sono necessariamente garantiti per sempre; qualora venissero meno, per catastrofi, guerre, penurie di materie prime, ci troveremmo in balia delle forze della natura. Non so se l'escalation dell'uso dello strumento vaccinale, che prevedo che avverrà in ogni caso, spinto agli estremi(prendo a termine di paragonee quello che è stato fatto cogli antibiotici), possa diventare un bene o meno, ma temo che porterebbe a un aumento del rischio di epidemie (rischio in senso di probabilità sul lungo termine, se i patogeni diventano più bravi ad aggirare vaccini e anche antibiotici, o rischio in senso di danno collaterale, perchè magari quando riuscissero a colpire in un regime di fortissima combattività coi presidi medici, potrebbero farlo in modo più violento e atroce per le vittime).

      In sintesi, la mia posizione non è contraria all'uso dei vaccini, ma guardo con criticità e preoccupazione agli aspetti di cui sopra; e dico che la questione spazia anche sul piano etico (e comunque anche strategico) rispetto alle conseguenze a lungo termine sul nostro genoma, e a mio avviso è pericoloso liquidarla basandosi solo sul fatto che vaccinandoci risolviamo certamente un problema "per oggi".

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    5. Non credo che tu comprenda che lo scopo ultimo dei vaccini è portare all'estinzione dei ceppi virali che provocano tali malanni.

      Il discorso che fai sulla corsa agli armamenti non ha molto senso, perché è più attinente al diverso fenomeno della resistenza agli antibiotici da parte dei batteri. Ma la vaccinazione non segue il modello di relazione uomo-patogeno che segue l'antibiotico.

      L'antibiotico attacca il patogeno.
      Il vaccino adatta il sistema immunitario dell'uomo.

      Quindi, stai sollevando un falso problema.
      L'estinzione del vaiolo dimostra che i vaccini sono solo portatori di benefici all'umanità. E invocare una sorta di "indebolimento" della selezione naturale è un argomento del tutto fuori strada in questo fenomeno.

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  6. Bravissimo Andrea!!! Questo tuo post dovrebbe essere fatto leggere a più gente possibile!

    Loana

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  7. Bellissimo Post, ma permettimi come biologo, studioso del mondo naturale dovresti essere il primo a non meravigliarti troppo che la mente umana non reagisca sempre in maniera "razionale" (qualunque definizione si voglia dare al termine) ma i suoi comportamenti contengano sempre una componente legata al suo passato evolutivo, non più, forse, adeguata al mondo moderno.
    Non credi?
    PS cmq al solito complimenti therapoda è sempre una tappa obbligata quando ho un attimo libero per navigare in pace

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  8. "Il secondo è brevettato e collaudato dopo un lungo processo di sperimentazione."
    Hem una certa casa produttrice di smartphone questo pezzo deve esserselo saltato. :)

    Cau ha ragione lo scopo ultimo dei vaccini è eliminare la minaccia e ci sono riusciti con virus che facevano stragi, il Vaiolo è estinto ma anche la poliomelite è ridotta al lumicino.
    Senza i vaccini con l'attuale densità di popolazione avremmo epidemie praticamente continue.

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